I luoghi sono spesso simbolici, sono spesso la materializzazione del modo di pensare. Il “glorioso”, popolare, compatto, massiccio Partito Comunista Italiano aveva la sua sede in un poderoso palazzo che si affacciava su un grande stradone romano che unisce piazza Venezia a largo Argentina. A due passi dal Campidoglio e dal Foro Romano, dall’agora antica e da quella nefasta del fascismo. Non lontano dalla sede anch’essa evocativa della Democrazia Cristiana, Piazza del Gesù. La grande e larga strada, adatta a grandi folle popolari che infatti venivano a festeggiare quei, sempre limitati e rari, successi. E il nome era anch’esso evocativo. Botteghe lasciava pensare al lavoro, ad artigiani poveri, ai canuti di Lione, rivoluzionari, rossi, popolari. I buoni che si rivoltavano dal loro lavoro, e con la forza del loro lavoro, si ribellavano ai soprusi dei padroni. Oscure lasciava anche intendere la serietà sovietica, certo. Ma tutto al fine del popolo, dei proletari, delle periferie che avrebbero trovato spazio nel cuore dei loro dirigenti, quello spazio che era ben presente nell’ampia via delle Botteghe Oscure.
Crollato il mito, sono crollati i palazzi e si sono modificati i simboli.
I DS hanno avuto, negli ultimi anni, il cosiddetto “botteghino”, in via Nazionale, di cui nessuno ricorda neanche il luogo. Non rimarrà nella storia e nessuno ne sentirà probabilmente mai la mancanza nel proprio cuore.
Poi è arrivato il PD e il loft. Concetti moderni, di tendenza, un partito, che magari in modo goffo, voleva recuperare il gap con la modernità. Una piazzetta piccola e carina, come piccolo e carino era il loft, a fianco di un grande spazio, il Circo Massimo, teatro, possibile e reale, di grandi manifestazioni di piazza, ancora. Ma il loft è poi uno spazio oggettivamente piccolo e tutto si decide poi in realtà nell’angusto spazio del caminetto. Una stagione “sentimentale ed estetica”, forzatamente modernista che è finita presto. Un partito delle dimensioni politiche del PD doveva avere una sede adatta per ospitare tutti i suoi dirigenti e funzionari.
Così si è arrivati ad oggi, la bellissima e raffinata sede di S.Andrea delle Fratte. Un palazzo magnifico, tra piazza di Spagna, fontana di Trevi e piazza Barberini. Al centro della cultura barocca romana. Un portone piccolo ed elegante in una stradina stretta che si trova solo girando più volte tra gli intricati dedali del centro. Una sala incontri per un centinaio di persone cui si accede passando per un terrazzo meraviglioso, da cui si ha un panorama sui tetti e sulle cupole romane. Un panorama mozzafiato dove la bellezza del rosso romano si fonde con l’azzurro dei cieli mediterranei. Fa sempre venire la voglia di restare fuori e godersi il sole, il caldo, il panorama.
Un palazzo davanti al quale è fisicamente impossibile riunirsi per festeggiare. Profetico.
1 Risposta a “Botteghe, loft, fratte”